@lauraruhk
Laura Ru
Telegram channel @lauraruhk: 15.5K subscribers, 2.9K views per post, score 41
41DAhead of 4 in 10 channels in its category
Category midrange 35–52This channel 41
- 15.5K
- Subscribers
- 2.9K
- Median views over 30 days
- 18.6%
- Views / subscribers over 30 days
- 84
- Posts over 30 days
Data as of October 1, 2026
Covering international politics and geopolitics in both Italian and English, with each post duplicated in the two languages. As of 17 September: the channel has 15.5K subscribers, below the category median, while engagement sits at 13.9 percent, above the category median. Posts come out less often than the category average. Recent material includes Ursula von der Leyen's proposal to make Canada an associate EU member with a focus on Arctic cooperation, a look at China's 134.2-km Pinglu Canal in Guangxi, and a Financial Times piece on Germany's Sonderstab Ukraine group overseeing military aid to Kyiv. Other posts touch on strikes near the Zaporizhzhia nuclear plant and takeaways from the BRICS summit in New Delhi. The author writes with a clear point of view, critical of Western military and media coverage of Ukraine and the Middle East.
catalog description About the channel, by its author
Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at lauraruggeri.substack.com and laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru
Common questions
- How many subscribers?
- Subscribers: 15.5K. Median views per post: 2.9K. Views per subscriber: 18.6%. Measured on October 1, 2026.
- How often are posts published?
- Posts in the last 30 days: 84 — that is several times a day. Measured on October 1, 2026.
- Does this channel have a Telegram tick?
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| What it is made of | |
|---|---|
| Engagement | 10 of 30 |
| Growth quality | 9.6 of 20 |
| Reactions and forwards | 8.4 of 15 |
| Consistency | 3.6 of 12 |
| Trust | 3.7 of 8 |
| Reviews | not enough datano reviews yet |
Score 41 — from 5 of 6 signals: the rest are not measured yet. Methodology
Latest posts
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- Parte 2 della video-risposta a GP, un lettore di "Hong Kong a fuoco. Anatomia di una rivoluzione colorata" che mi ha inviato alcune domande e riflessioni: Rispetto agli eventi descritti nel suo libro, ho la netta sensazione che oggi gli strumenti per animare certi sommovimenti sociali e certe rivoluzioni colorate si usino ampiamente le reti sociali digitali. (...) Per tali ragioni mi interessa la teoria e la tecnologia che sta dietro alle graph neural networks, alle graph attention networks e agli altri strumenti simili. (...) ➡️ Parte 1 t.me/LauraRuHK/11744
- Durante la sua visita negli Stati Uniti, Xi Jinping ha dichiarato: «Non dobbiamo evitare di parlare di competizione, ma la nostra competizione deve essere sana e mantenuta entro certi limiti. Deve essere una gara in cui ci si supera a vicenda, non una lotta in cui uno vince e l’altro perde». In altri termini, «deve essere costruttiva e simile a una gara in cui ciascun partecipante cerca di dare il meglio per vincere, piuttosto che uno scontro a somma zero in cui vi è chi vince e chi perde ma tutti pagano un alto prezzo uscendone mal ridotti». La differenza è fondamentale. Una gara si misura in termini di velocità, innovazione e prestazioni, i partecipanti possono migliorare e il perdente non viene distrutto. Una lotta per la supremazia richiede la subordinazione o la sconfitta. Pechino proietta una quieta fiducia di essere nella posizione di vincere la gara tecnologica, in particolare nell’intelligenza artificiale, nei processi di produzione avanzati, nei minerali critici e nei settori dual-use ad essi connessi. La coesione sociale, la capacità industriale cinese, il metodo di selezione dei talenti, il modello di governo e gli investimenti diretti dallo Stato stanno alla base di questa sicurezza di sé. Funzionari politici ed esponenti del mondo industriale considerano sempre più quella tecnologica come l’arena decisiva del XXI secolo. La situazione appare diversa negli Stati Uniti. Mentre Trump si lancia nelle sue tipiche dichiarazioni roboanti sulla forza americana, valutazioni pubbliche e private rivelano un’erosione della fiducia in un'indiscussa superiorità militare, sia in Medio Oriente che nell'Asia-Pacifico, dove i progressi cinesi in missili, navi, sensori e sistemi anti-accesso hanno ridotto i vantaggi goduti per anni dagli Stati Uniti. La stessa ansia si manifesta nella tecnologia: i controlli sulle esportazioni e la politica industriale riflettono il riconoscimento che il primato non è più automatico. La visita di Xi si svolge sullo sfondo di tensioni solo temporaneamente attenuate da estensioni della tregua commerciale, discorsi di stabilità strategica e reciproche professioni di amicizia. La parte cinese continua a insistire sul fatto che i due Paesi possano essere partner piuttosto che rivali e che il rinnovamento nazionale cinese e il «Make America Great Again» non debbano necessariamente escludersi a vicenda. Non si sa se Washington accetterà la distinzione tra una gara e una lotta per la supremazia, ma questa distinzione determinerà gli anni a venire più di qualsiasi dichiarazione fatta durante un summit. @LauraRuHK
- During his visit to the US, Xi Jinping said “We do not need to avoid mentioning competition, but our competition should be a healthy one and should be kept within bounds. It should be a race of catching up with one another, not a wrestle in which one either wins or loses.” In other words, it “must be constructive and bounded—akin to a race in which each side strives to outdo the other, rather than a zero-sum struggle in which one side’s gain is the other’s loss.” The difference is fundamental. A race is measured by speed, innovation and performance. Runners can both improve, the loser is not destroyed. A fight for supremacy is zero-sum: one side’s victory requires the other’s subordination or defeat. Beijing projects quiet confidence that it is positioned to win the technological race, particularly in artificial intelligence, advanced manufacturing, critical minerals, and related dual-use fields. China’s scale in industrial capacity, social cohesion, talent pipeline, and state-directed investment underpins that self-assurance. Officials and industry voices increasingly treat technological leadership as the decisive arena of the 21st century. Washington, by contrast, projects less certainty even as President Trump issues characteristically bombastic claims about American strength. Public and private assessments reveal eroding confidence in unchallenged military superiority, in the Middle East and especially in the Asia-Pacific, where Chinese advances in missiles, ships, sensors, and anti-access systems have narrowed long-standing U.S. advantages. The same anxiety appears in technology: export controls and industrial policy reflect a recognition that primacy is no longer automatic. Xi’s visit is taking place against this backdrop of underlying tension which is temporarily mitigated by trade truce extensions, talk of strategic stability, and mutual professions of friendship. The Chinese side continues to insist the two countries can be partners rather than rivals and that national rejuvenation and “making America great again” need not be mutually exclusive. Whether Washington accepts the distinction between a race and a fight for supremacy will shape the years ahead more than any summit declaration. @LauraRuHK
- Parte 1 della video risposta a GP, un lettore di "Hong Kong a fuoco" che chiede: La mia prima domanda è “quando“. Secondo lei quando si potrebbe capire che i tempi sono ormai maturi e gli “sforzi” di anni possono finalmente dare i loro frutti. Anni a creare delle polveriere sociali ma poi come si capisce se il momento per la scintilla è quello giusto? La seconda domanda è “come”. Come fanno gli architetti di queste costruzioni a misurare lo stato di avanzamento di una rivoluzione colorata? Come si misura la massa critica del nocciolo che dovrebbe innescare una reazione a catena, come si canalizza la reazione stessa e come la si spegne una volta ottenuto l’effetto desiderato? Ogni rivoluzione è un piano per raggiungere degli obiettivi. Quella francese è probabilmente la più emblematica, si rovescia un Re e si finisce per insediare un Imperatore, che immancabilmente realizza di voler invadere la Russia…. Nei secoli successivi la storia, o meglio il copione, si ripeterà. (Video sopra)
- Di Weiwei, in un articolo pubblicato da Guancha, richiama l'attenzione su un fenomeno interessante: la crescente tensione tra la spinta aggressiva di Donald Trump a favore delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale e la reazione contraria della sua base elettorale MAGA (Make America Great Again). Ironia della sorte, le comunità rurali e orientate verso il Partito Repubblicano, che costituiscono il nucleo del sostegno a Trump, stanno pagando il prezzo più alto del boom dei data center dedicati all'IA. La posizione pro-IA di Trump si scontra con la reazione dal basso: I commenti ai suoi post su Truth Social rivelano una significativa opposizione, con sostenitori che lo supplicano di non farsi ingannare o che suggeriscono sarcasticamente di costruire queste strutture nella sua tenuta di Mar-a-Lago. Dati recenti del settore mostrano che l'opposizione dei residenti locali ha bloccato o ritardato circa 45 progetti di data center negli Stati Uniti, associati a investimenti pari a circa 68 miliardi di dollari. Due terzi di questi progetti di data center oggetto di contestazione si trovano in contee a guida repubblicana. Le contee repubblicane attirano 3,4 volte più investimenti in data center rispetto a quelle democratiche, poiché offrono terreni a basso costo, tariffe ridotte per elettricità e acqua, e disponibilità di terreni pubblici. L'autore dell'articolo traccia un parallelo con la costruzione delle autostrade negli Stati Uniti a metà del XX secolo, che ha sfollato in modo sproporzionato le comunità più povere e con meno potere politico, proprio perché i terreni costavano poco e i residenti non disponevano delle risorse legali per opporsi. Oggi, le comunità MAGA occupano una nicchia economica simile. Gli stati guidati dai repubblicani sostengono attivamente l'idea di "meno regole", vale a dire una regolamentazione ridotta e tutele ambientali indebolite. Per attrarre capitali sotto l'egida della "sicurezza nazionale" e della competizione tecnologica tra grandi potenze, questi stati hanno centralizzato il potere normativo (spogliando i governi locali del controllo) e offerto sgravi fiscali e iter di approvazione accelerati. @LauraRuHK ➡️
guancha.cn/…
https://www.guancha.cn/diweiwei/2026_09_24_901885.shtml - Di Weiwei, in an article published by Guancha, draws attention to an interesting phenomenon, the growing tension between Donald Trump’s aggressive push for AI infrastructure and the backlash from his own MAGA (Make America Great Again) voter base. Ironically, the rural, Republican-leaning communities that form the core of Trump's support are bearing the brunt of the disruptive AI data center boom. Trump's Pro-AI Stance vs. Grassroots Backlash Comments on his posts on Truth Social reveal significant opposition, with fans begging him not to be deceived or sarcastically suggesting he build these facilities at his own Mar-a-Lago estate. Recent industry data shows that local resident opposition has halted or delayed approximately 45 data center projects in the US, representing around $68 billion in investments. Two-thirds of these contested data center projects are located in Republican-controlled counties. Republican counties attract 3.4 times more data center investment than Democratic ones because they offer cheap land, low electricity and water prices, and available public land. The author draws a parallel to mid-20th-century US highway construction, which disproportionately displaced poorer, less politically powerful communities because the land was cheap and residents lacked the legal resources to fight back. Today, MAGA communities occupy a similar economic niche. Republican-led states actively champion "fewer rules," low regulation, and weakened environmental protections. To attract capital under the banner of "national security" and great-power tech competition, these states have centralized regulatory power (stripping local governments of control) and offered tax breaks and fast-tracked approvals. @LauraRuHK ➡️
guancha.cn/…
https://www.guancha.cn/diweiwei/2026_09_24_901885.shtml - Zakharova risponde all'isteria bellicista e allucinazioni di Sikorski consigliandogli un farmaco antipsicotico La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha deriso l'allarmismo del ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski con una battuta tagliente. "L'unica cosa di cui ha davvero bisogno, e subito, è l'aloperidolo", ha scritto Zakharova su Telegram. In precedenza, Sikorski aveva rivelato di aver preparato uno zaino di evacuazione per essere pronto alla guerra. "Ho scorte di riso, ho una pompa manuale a casa, ho conserve fatte con prodotti polacchi del mio giardino", ha detto Sikorski. Ha anche detto di aver controllato dove si trova il rifugio più vicino. Il presidente russo Vladimir Putin ha ripetutamente affermato che la Russia non ha intenzione di attaccare nessuno. (Fonte: Sputnik) @LauraRuHK
- Russian Foreign Ministry spokeswoman Maria Zakharova mocked Polish Foreign Minister Radoslaw Sikorski's fearmongering with a snappy line. "The only thing he really needs, and right now, is haloperidol,” Zakharova wrote on Telegram. Earlier, Sikorski revealed that he has been packing an evacuation backpack and preparing for a possible war, with a rather domestic arsenal. “I have supplies of rice, I have a hand pump at home, I have preserves made from Polish produce from my own garden,” Sikorski said. He also said he had checked where the nearest shelter was located. Russian President Vladimir Putin has repeatedly said that Russia has no intention of attacking anyone. (Source: Sputnik) @LauraRuHK
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- April 14, 2022
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